Il porto di Brindisi non è un'appendice della città: è la città. Il bacino naturale entra nell'abitato e si divide in due bracci, il seno di ponente e il seno di levante, che secondo la tradizione hanno dato il nome al luogo: brention, testa di cervo, per la forma delle corna.
Il traghettino, l'autobus sull'acqua
Dal Lungomare Regina Margherita parte un piccolo traghetto di linea che collega la riva cittadina a quella opposta, dove si trovano il rione Casale e il Monumento al Marinaio. Per i brindisini è trasporto pubblico, non un'escursione: costa pochi euro, dura una manciata di minuti e parte a intervalli regolari, con corse ridotte nei mesi invernali. Per chi visita è il miglior punto di osservazione della città.
Un timone alto cinquanta metri
Il Monumento al Marinaio d'Italia fu inaugurato negli anni Trenta ed è dedicato ai caduti della Marina. La forma non è casuale: è un timone stilizzato, in pietra chiara, che supera i cinquanta metri. Alla base c'è una cripta commemorativa e, quando è accessibile, dalla sommità si domina l'intero porto. Le modalità di visita cambiano nel tempo: conviene informarsi prima.
Il forte all'imboccatura
Guardando verso il mare aperto si intravede il Castello Alfonsino, detto anche Forte a Mare, sull'isola di Sant'Andrea: presidiava l'ingresso del porto ed è stato oggetto di importanti lavori di recupero, con aperture al pubblico in determinati periodi. Sul lato opposto, dentro la città, il Castello Svevo voluto da Federico II è sede della Marina Militare e quindi visitabile solo in occasioni particolari.
Quando andare
Il momento migliore è il tardo pomeriggio: la luce radente accende la pietra chiara del monumento e il lungomare si riempie di gente. D'estate la traversata è anche il modo più semplice per prendere un po' d'aria. Da Maris Terra al punto d'imbarco sono circa dieci minuti a piedi.
Una base nel centro di Brindisi
62 metri quadri con camera, soggiorno e cucina, a un quarto d'ora a piedi dalle Colonne Romane. Colazione all'italiana inclusa, fino a 4 ospiti.