Torre Guaceto, il mare come una volta.
A nord di Brindisi la costa si libera del cemento e diventa riserva: otto chilometri di litorale protetto, con spiagge di sabbia chiara e fondali perfetti per lo snorkeling.
Torre Guaceto è insieme riserva naturale dello Stato e area marina protetta, e si estende sul territorio dei comuni di Carovigno e Brindisi. La differenza con il resto della costa si vede appena si arriva: niente lidi in fila, niente edifici sulla spiaggia, solo dune, canneti e macchia bassa che scende fino all'acqua.
La torre e il nome
La torre aragonese che dà il nome alla riserva è una delle torri costiere cinquecentesche costruite per avvistare le incursioni dal mare. Il toponimo deriva dalle sorgenti d'acqua dolce della zona umida alle sue spalle: un ambiente raro sulla costa adriatica, importante per gli uccelli migratori.
Le spiagge e lo snorkeling
La spiaggia più frequentata è quella di Punta Penna Grossa, sabbiosa e con accessi regolamentati; più a sud si aprono calette rocciose che, con maschera e boccaglio, regalano una delle esperienze migliori del litorale brindisino. La pesca è regolata e alcune zone sono a tutela integrale: proprio per questo i fondali sono così ricchi.
Come visitarla
Il consorzio di gestione della riserva organizza visite guidate, escursioni in bicicletta e attività di educazione ambientale; in alta stagione i parcheggi sono a pagamento e collegati alle spiagge da un servizio navetta, con l'accesso alle auto limitato. Programma, orari e modalità cambiano ogni anno: conviene controllare i canali ufficiali della riserva prima di partire.
Consigli pratici
- Portate acqua e ombrellone: nella riserva i servizi sono volutamente ridotti al minimo.
- In alta stagione l'accesso in auto è limitato e c'è un servizio navetta dai parcheggi: verificate orari e tariffe sui canali ufficiali della riserva.
- Maschera e boccaglio valgono il viaggio: i fondali tutelati sono tra i più ricchi della costa.
- Rispettate i percorsi segnalati: le dune sono fragili e in fase di ripristino.